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INCUBI IN FAMIGLIA: L'UOMO NERO E LA FIGLIA A PAGAMENTO |
Treviso, 1 Giugno 2010
58 anni. Sposato. Con una figlia. Affermato professionista del coneglianese. È questo, in linea di massima, l'identikit del mostro della famiglia, condannato a 10 anni di carcere per uno dei reati più disgustosi di cui poteva macchiarsi.
Vittima ne è proprio la figlia. Si, colei cui ha dato la luce. Colei che dovrebbe proteggere ed amare. Ma al contrario, questo amore si è rivelato alla piccola nella sua versione più perversa e distorta.
Già dall'età di 8 anni la bambina subiva gli abusi del padre.
Ma quel che è peggio, è che questi non era l'unico.
Sotto pagamento, difatti, il mostro permetteva a suoi conoscenti di usufruire di quel prezioso bene che era il corpo della bambina per i loro sporchi giochi.
Quasi fosse un passatempo. Come se avessero pagato una gustosa birra al bar e godersela tra amici.
Inconcepibile, sarebbe da pensare, che accada una cosa del genere. Che un padre faccia della sua bambina ciò che vuole, come fosse un oggetto. Un servizio.
Che un professionista, affermato nel suo campo e nel suo paese, possa abbassarsi a sfogare i propri bestiali istinti contro una creatura la cui innocenza è ormai praticamente perduta o, nella migliore delle ipotesi, recuperabile con estrema difficoltà e numerosi sacrifici.
È possibile che questi bambini debbano veder la propria infanzia e purezza infrangersi in questo modo? Che debbano fare l'incontro con una distorta realtà con tanta violenza e dolore?
Stiamo parlando di abusi perpetrati non da una persona qualunque (il che sarebbe già di suo agghiacciante). Si sta parlando di atti compiuti dai genitori stessi. Coloro che dovrebbero essere la loro guida, la loro bussola. Il loro esempio.
L'Uomo Nero di cui si parla tanto ai bambini per intimorirli e spingerli all'obbedienza, purtroppo, assume tante forme. Troppe. Di cui alcune assolutamente inaspettate.
Perfino quella di una persona rinomata, probabilmente rispettata e insospettabile come quest'uomo di 58 anni, genitore non solo della propria figlia, ma anche dell'incubo che ora risiede nel suo animo come uno squarcio su un dipinto.
Uno squarcio che avrà sicuramente conseguenze sulla vita sociale della bambina.
Una vita che, anche se vi saranno gli auspicati supporti psicologici, forse non sarà mai più la stessa. |